martedì 7 settembre 2010

Dolce ed oppressa


Ascolta con me la notte farsi muta
come un lutto sul cielo piatto.
L’aria non ha neanche più quella dolcezza
da noi così spesso sognata;
la sua carezza somiglia ad incorporee catene
cui nostri corpi sono allacciati.
Ti guardo come tu mi guardi
quando mi ami;
e nei tuoi occhi che guardano il mondo
vedo raccogliersi l’ombra delle minacce,
vedo cercar rifugio le anime braccate.
La notte resta così silenziosa!
Senz’altro si compiace di contemplare
i tuoi occhi da cui sgorgano
tutte le parole che le nostre labbra non hanno più
diritto di pronunciare, e neanche di cantare.

(Henri Boukoulou)

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