martedì 22 dicembre 2015
Esistenza.
Ritrovarmi in questo ovale
con un legame vitale
in solitudine a volteggiare
con l 'infinito aspettare
di qualcosa.
Sognare
di poter camminare
in un nuoto perpetuo
di pensieri
intravedendo una luce bianca.
La fine di tutto.
Uno schiocco.
Un pianto.
La nascita della vita in braccio a giganti biancheggianti.
Crescendo vidi cose senza senso
cosciente del perduto collettivo senno.
Vidi uomini con biancheggianti vestiti
baciare e non procreare
di fronte a un freddo altare
in nome di una croce
e un continuo narrare.
Esseri travestiti
professare falsi miti
e scuole dove si imparava a vivere
lasciando l'intelligenza reprimere.
Sicuri di un tranquillo lavoro
si sedevano su un falso trono
lasciando che un finto quadrato
rubassero loro gli anni d'oro.
Ed ora piano piano mi invecchio
sperando ancora in un qualche cambiamento.
Disteso in un biancheggiante letto
rimango cosciente che della vita
e delle esperienze connesse ad essa
non mi interessa piu niente.
Tutto improvvisamente si illumina di bianco
e mi appresto al grande salto.
Ma con me non posso portare nient'altro
che un tatuaggio
situato dentro al cuore
con impresso dentro il nome
di quella persona che in questa vita
mi diede tanto amore.
§ Pier Paolo Pasolini. §
martedì 1 dicembre 2015
L'INVERNO INTERIORE
- In previsione dell'inverno che si avvicina, ognuno sa che deve predisporsi ad affrontare il freddo: prepara il riscaldamento, l'isolamento della casa, i vestiti più pesanti, ecc.. Sfortunatamente la gente è molto meno previdente quando si tratta di affrontare gli inverni interiori, e quando giunge un periodo oscuro sa solo lamentarsi che la vita non ha alcun senso. Direte che le stagioni della vita interiore non si succedono con la stessa regolarità delle stagioni della natura e che sono meno prevedibili. È vero, ma bisogna sapere che l'inverno ritorna ineluttabilmente ogni tanto e, se vi abituate ad osservarvi, scoprirete ogni volta in voi certi segni premonitori. Imparate dunque ad analizzarvi e, non appena sentite che un periodo di freddo e di oscurità sta per arrivare, siate vigili. Preparate gli elementi spirituali che vi permetteranno di continuare a tener acceso in voi il fuoco e la luce. Gesù diceva: "Camminate finché avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano". Questo significa: "Approfittate delle buone condizioni per procurarvi le armi che vi serviranno il giorno in cui dovrete affrontare le difficoltà che si avvicinano"."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

domenica 29 novembre 2015
Riflessione silenziosa
Certe persone sono come le matrioske.
All'inizio ti sembrano così grandi ma poi, piano piano, si rivelano piccole piccole.
domenica 1 novembre 2015
domenica 27 settembre 2015
E’ possibile rievocare i ricordi che l’anima registra dopo la morte fisica fino all’incarnazione successiva.
Una scoperta di “enormi proporzioni spirituali”. Il dott. Michael Newton (noto ipnoterapeuta) afferma che è possibile rievocare i ricordi che l’anima registra dopo la morte fisica fino all’incarnazione successiva.

Fu durante una sessione di regressione che Newton, in preda ormai a
una certa frustrazione, le chiese se c’era mai stato un tempo in cui si
fosse trovata insieme a tutti i suoi amici. La donna si illuminò e
rispose di sì. A quel punto, Newton le chiese di andare a quel tempo e,
dopo pochi istanti, la donna sorrise raggiante: eccola, era lì, insieme a
tutti loro. Newton non capiva. Dove si trovava la donna? “Dove ti trovi?” le chiese. “Nel mondo spirituale!” rispose lei senza esitazione.
La svolta decisiva nella carriera di Newton ebbe luogo in quell’attimo.
Nei giorni seguenti, ossessionato da quel che era accaduto nel suo
studio e che non riusciva a spiegarsi, cominciò a riascoltare la
cassetta più volte. Durante le regressioni di altri pazienti, decise
quindi di chiedere loro di andare nel “mondo spirituale”, cercando di
mettere insieme i pezzetti di un puzzle sconosciuto.

Oggi il frutto di quasi 40 anni di ricerche del Dott. Newton, è
racchiuso oltre che in “Journey of souls”, anche in “Destiny of souls”
(“Il destino delle anime”), quest’ultimo pubblicato nel 2004. A questi
due libri, se ne è aggiunto un terzo, “Memories of the Afterlife”
(“Memorie dall’Aldilà”), pubblicato nel 2009 in collaborazione con altri
ipnoterapeuti esperti di regressione nella “vita tra le vite”, in cui
alle regressioni è seguito uno studio per determinare a distanza di
tempo quali influenze avesse avuto la rievocazione dell’esperienza
nell’aldilà, sulla vita dei soggetti trattati.
Questi tre libri, best-seller tradotti in oltre 25 lingue, hanno
finito per rappresentare una sorta di “mappa” animica del mondo
spirituale riuscendo a tracciare la sequenza di eventi che l’anima
sperimenta dal momento della morte fisica fino alla scelta di tornare
ancora una volta nel mondo terreno. Gli argomenti trattati nei tre libri
comprendono molte tematiche finora sconosciute. Tra le altre, viene
descritto come ci si sente nel momento della morte e che cosa si
percepisce subito dopo; come si tenta di comunicare con chi rimane sul
piano terreno; l’incontro con le guide spirituali; la descrizione dei
vari piani astrali; i sistemi dei “gruppi di anime” e le dinamiche del
gruppo di appartenenza; la revisione della vita appena trascorsa e le
opzioni che non sono state considerate; il Consiglio di Anziani che
aiuta l’anima a comprendere le lezioni animiche; il concetto di
evoluzione dell’anima; la scelta del corpo per l’incarnazione successiva
e la preparazione al ritorno sulla Terra.
Ciò che è davvero sorprendente nelle ricerche di Newton è che
migliaia di soggetti di razza, religione, età, credo, cultura e
provenienza diversi raccontano tutti lo stesso viaggio, con modalità
solo leggermente differenti. Quando gli viene chiesto come faccia ad
essere certo che le testimonianze da lui raccolte siano in buona fede e
non frutto di fantasia, Newton risponde: “Be’ una delle cose che
deve fare un ricercatore onesto è quella di non suggerire le risposte.
Questo è l’unico modo per raccogliere dei dati ‘puri’. Ho trattato ogni caso come se stessi sentendo il racconto dell’Aldilà per la prima volta. Non ho mai chiesto: Vedi
questo o questo? quanto piuttosto: Che cosa vedi ora? All’inizio ho
avuto paura che fossero solo fantasie, anche se sapevo che è
praticamente impossibile fantasticare sotto ipnosi profonda. Ma quello
che mi ha spinto a continuare è stata la consistenza dei dati che
raccoglievo. Ero impressionato dal fatto che non importava a quale
religione, razza o cultura appartenesse il soggetto: sotto ipnosi
profonda tutti raccontavano gli stessi dettagli. Inoltre, ho addestrato
centinaia di ipnoterapeuti ad accedere nella ‘vita tra le vite’ e oggi i
dati raccolti da loro, e che provengono da tutto il mondo, confermano
le mie scoperte”.
L’inizio del viaggio nell’Aldilà: la transizione dopo la morte

A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato
ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non
accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non
tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e
quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto
gravi.
Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova
condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle
anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al
mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si
conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali
nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo
di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il
peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere
l’unica “condanna”.
Libri sull’argomento
Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno,
le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun
anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento
da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per
esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti
malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo
di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo
attraverso un’incarnazione migliore.
Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla
Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello
spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico
simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i
luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime
vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di
appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la
sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a
un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si
riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.
I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include
in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti
al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio
d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il
proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di
appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e
altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche..
I diversi livelli delle anime
Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è
determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha
riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e
quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre,
perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora
soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi
impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là
dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che
un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta
esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano
di vita!
Le anime principianti
Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano
sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un
tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton
crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate
sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime
concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono
la piena maturità.
Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere
una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa
dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e
dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non
esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al
volere della società, finendo per essere incastrate in strutture
socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere
trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza
di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa
propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare
facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato
non sia stata principiante.
Le anime intermedie

Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più
importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali
disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a
quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate
nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime
intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che
alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.
Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché
pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento
all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di
“guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita
dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi
sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci
assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre
prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.
Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo
autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti
all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello
avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede
capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello
avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel
mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da
realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo
Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare
ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.
Le anime avanzate
Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono
anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime
sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa
facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte
di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole
rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.
Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili
(si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata
assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza
mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel
migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno
sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a
livello individuale.
La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che
dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria
abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche
dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una
straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita
non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero
qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo
più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo
impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia
compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo
motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta
considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte
molto modeste.
Il ritorno sulla Terra

Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento
dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per
alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo
stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere
necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro
ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime
disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla
Terra con nostalgia e affetto.
Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo
completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad
esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli
incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo
di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci
permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma
relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi
sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a
volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare
tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre
questioni principali:
(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per
avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei
obiettivi?
Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase
successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime,
infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di
decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti
soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata
la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore.
Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle
anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti
diversi.
In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima
molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle
anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra.
Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di
riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro
prima di prendere la decisione definitiva.
Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide
e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse
implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la
decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la
partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima
che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo
in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene
chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima
di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al
Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un
luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la
consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali
dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro,
alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i
compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per
l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data
alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera
essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura”
terrena.
Alessia Giovannini 2008-2010 (titolo originale: Misteri: la vita dopo la morte)
Rivisto da Fisicaquantistica.it
sabato 5 settembre 2015
Io sono africano
Io sono un africano
non perché sono nero.
ma perché il mio cuore si riscalda
e le lacrime scorrono sul mio viso
quando penso all'africa.
non perché sono nero.
ma perché il mio cuore si riscalda
e le lacrime scorrono sul mio viso
quando penso all'africa.
Io sono un
africano,
non perché io vivo qui,
ma perché il sole africano
illumina i miei sentieri.
perché l'aria che respiro
è da queste montagne maestose.
non perché io vivo qui,
ma perché il sole africano
illumina i miei sentieri.
perché l'aria che respiro
è da queste montagne maestose.
Quell'aria mi ha
nutrito
e mi ha fatto crescere.
e mi ha fatto crescere.
Io sono un
africano,
non perché io parlo
swahili, shona, zulu e xhosa.
ma perché il mio cuore è
a forma di punto interrogativo,
proprio come l'africa.
non perché io parlo
swahili, shona, zulu e xhosa.
ma perché il mio cuore è
a forma di punto interrogativo,
proprio come l'africa.
Io sono un
africano,
non perché sono nero,
ma perché il mio cordone ombelicale
è sepolto sotto le maestose
montagne dell' Africa.
non perché sono nero,
ma perché il mio cordone ombelicale
è sepolto sotto le maestose
montagne dell' Africa.
Siyabonga a Nxumalo
sabato 22 agosto 2015
Di notte
Spesso mi capita
in sogno di rivedere
il tuo sorriso ,
sento le tue mani
tenere e una
luce
mi guida su stelle
lontane.
Come un naufrago
navigo su una zattera
in balia di un
mare
in tempesta…
e sento il vento
che mi circonda ,
mi cinge, mi avvolge,
chiude le sue braccia,
sento il tuo amore.
(Angela)
mercoledì 15 luglio 2015
MARIO ANDRADE
“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”
MARIO ANDRADE – Poeta, romanziere, saggista e musicologo brasiliano
domenica 12 luglio 2015
Ondeggiano
Ondeggiano i rami
sotto il peso dell'afa...
una cella opprimente
che rinchiude i respiri
abbandonati nell'aria.
Nel paesaggio assolato
la vita sembra abdicare
l'energia ad una sensazione
confusa di solitudine...
ineluttabile,un intermezzo
sonnolento di smarrimento
della coscienza, uno spazio
enorme, diventato stretto.
La stanchezza è profonda,
come notte senza sonno.
Angela
venerdì 3 luglio 2015
Alda Merini
Il mio animo era rimasto semplice, pulito,
sempre in attesa che qualche cosa di bello
si configurasse al mio orizzonte.
Alda Merini
lunedì 29 giugno 2015
A Eloy Sánchez Rosillo.
È bella questa notte d’estate,
anche se non più bella
di una qualsiasi altra notte d’estate.
È bella questa notte in cui sono solo,
e fumo, e ho lasciato
in penombra la casa mentre suona
dolce e triste un blues,
un blues triste e dolce come tanti altri.
Nulla in me, né nella notte, né nella musica,
si direbbe speciale, eppure
c’è qualcosa di molto profondo nelle cose
che sembrano semplici:
una sconosciuta grandezza che non riesce
ad essere esaltazione, tragedia, pace,
ma che è tutto questo, ed è anche
un sentire nettamente
che affinché ciò succedesse è stato necessario
lasciare scorrere questi anni, accumulare ricordi,
avere ottenuto
e avere perso tante cose.
Perché questo piano suoni così,
per tremare così con questa musica,
è stato necessario
riempirla a poco a poco
di bellezza e di dolore, riempirla
con la nostra stessa vita, perché assomigli
alla nostra stessa vita, e suoni in questo modo:
così insignificante
e così grande, così triste, così bella.
anche se non più bella
di una qualsiasi altra notte d’estate.
È bella questa notte in cui sono solo,
e fumo, e ho lasciato
in penombra la casa mentre suona
dolce e triste un blues,
un blues triste e dolce come tanti altri.
Nulla in me, né nella notte, né nella musica,
si direbbe speciale, eppure
c’è qualcosa di molto profondo nelle cose
che sembrano semplici:
una sconosciuta grandezza che non riesce
ad essere esaltazione, tragedia, pace,
ma che è tutto questo, ed è anche
un sentire nettamente
che affinché ciò succedesse è stato necessario
lasciare scorrere questi anni, accumulare ricordi,
avere ottenuto
e avere perso tante cose.
Perché questo piano suoni così,
per tremare così con questa musica,
è stato necessario
riempirla a poco a poco
di bellezza e di dolore, riempirla
con la nostra stessa vita, perché assomigli
alla nostra stessa vita, e suoni in questo modo:
così insignificante
e così grande, così triste, così bella.
§ Vicente Gallego, "Modi di ascoltare un blues". §
lunedì 22 giugno 2015
La dimora
C’è
un universo
nella mia dimora
liberato
dal male
di una umanità
in frantumi.
E’ lì
che inseguo
le stelle
per non cadere
in fondo
al silenzio
della mia anima.
E’ lì
che non dissipo
con le rinunce
tutti
i miei sogni.
E’ lì
che ritrovo
limpido il cielo
come acqua.
Domani
sui vetri troverò
i fiori di brina.
(Angela)
un universo
nella mia dimora
liberato
dal male
di una umanità
in frantumi.
E’ lì
che inseguo
le stelle
per non cadere
in fondo
al silenzio
della mia anima.
E’ lì
che non dissipo
con le rinunce
tutti
i miei sogni.
E’ lì
che ritrovo
limpido il cielo
come acqua.
Domani
sui vetri troverò
i fiori di brina.
(Angela)
sabato 20 giugno 2015
Amo te
Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
NAZIM HIKMET
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
NAZIM HIKMET
lunedì 15 giugno 2015
Benedizione gaelica
Che tu possa avere dei muri per il vento,
un tetto per la pioggia,
una tazza di the davanti al fuoco,
risate per rallegrarti, quelli che ami accanto,
e tutto ciò che il tuo cuore desidera
un tetto per la pioggia,
una tazza di the davanti al fuoco,
risate per rallegrarti, quelli che ami accanto,
e tutto ciò che il tuo cuore desidera
giovedì 14 maggio 2015
LA MIA LUNGA STRADA VERSO IL PERDONO
Posted on by Mariam Yassin
Perdonare? Ma come faccio? In testa mi gira la frase di Primo Levi:
“si muore per un sì e per un no!”. Mi sento in colpa perché sono
sopravvissuta! Mi guardo in giro e vedo solo morte e sofferenza.
Qualcuno mi chiede aiuto: “ti prego, dammi un po’ acqua!”. Mi faccio
coraggio, mi alzo e inizio ad aiutare. Mi guardo intorno e mi rendo
conto del numero dei morti e della quantità di sangue che scorre; mi
gira la testa e mi devo sedere.
No, non può essere vero! Invece sì, sto vivendo un incubo… reale.
Quelle ore passate nel parcheggio dell’ultimo piano del Centro
Commerciale Westgate, a Nairobi, sono state le più drammatiche della mia
vita. Forse, in altri post, riuscirò a scrivere di più su come ho
trascorso quei momenti.
Adesso, mi preme raccontare come, alla fine, sia riuscita a scegliere
la strada del perdono, un lungo percorso con alti e bassi, ma che alla
fine porta alla pace interiore: ne sono convinta.
Forse, non posso dire d’aver raggiunto la pace interiore, ma sicuramente posso dire di essere in pace.
L’odio e il risentimento sono pesanti da portare sulle spalle e io ho
una missione più grande: vivere. Gustare la vita nella sua dolcezza e
nella sua amarezza. Accettare, perdonare e andare avanti. Non voglio
trasmettere odio e sentimenti di vendetta alle generazioni future:
voglio insegnare alle mie figlie il perdono e il rispetto per la vita e
la dignità umana.
Ho scelto di parlare del mio dolore pubblicamente, anche perché noi
Somali tendiamo sovente a non parlare di queste cose. “È destino, doveva
andare così! “Vai avanti e sii forte”, ti ripetono. Sono forte e vado
avanti, ma penso che raccontare la propria sofferenza e, soprattutto,
che cosa questa esperienza dolorosa mi ha insegnato, sia un grosso
dovere, oltre che un segno di coraggio.
Non mi lamento, ma voglio condividere, compartecipare.
Penso che condividere il proprio dolore, cosa che accomuna molti
somali, possa essere una strada importante per riconciliazione. Sì,
perché noi somali, anche se non vogliamo riconoscerlo, conserviamo
purtroppo tutti profonde sofferenze in comune: in questi anni, ciascuno
di noi ha visto morire i propri cari e la guerra ci ha lasciato ferite
fisiche ed emotive difficili da rimarginare.
È il momento di condividere, parlare e perdonarsi. Spezziamo la
catena della vendetta e del risentimento, di cui siamo stati, per troppi
anni, prigionieri. È il momento di cominciare a camminare insieme verso
la liberazione più profonda, quella dell’anima.
Mariam Yassin
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