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martedì 20 agosto 2013

L'assenza



Deserta è la strada,
 filtra dalle finestre
un chiarore bluastro,
quel blu spento, uniforme,
 mi riempie l'anima
di malinconico stupore.
Sono  al momento più duro,
quello dell'assenza,
quello in cui ci si abitua
al proprio male...e  vivi
solo a metà, perché
il dolore è ancora vita,
vita sanguinante,
ansimante e adesso
 che è sparito, al suo posto
c'è una tetra rassegnazione...
Mi hanno fatto tanto male,
 riuscirò a guarire...
come è possibile?!
Nascondo il volto spento,
chiuso, come può esserlo
una casa dalla porta sprangata.
Sento l’anima ripiegarsi
su se stessa, assente, morta…
sono di passaggio, la mia
barca fende le onde per un pò,
 poi  un ultimo bagliore
di tramonto  accarezzerà le rose…
 (Angela)


giovedì 13 giugno 2013

HO VISTO UN UOMO MORIRE



Stanotte ho visto
un uomo morire.
A poco a poco,
stanotte,ho visto
un uomo morire.
Il suo cuore,il suo infinito,
soffocati nelle ortiche
di un mondo che non era il suo,
ansia senza origine, lacerante 
memoria che non è ricordo,
vento che spazza, istante
dopo istante, la coscienza
sofferta di una immodificabile
 struttura.
Stanotte ho visto
un uomo morire.
In un altro luogo,
stanotte, la luna ha preso
 il suo volto, gioca, si tuffa,
penetra in una finestra dischiusa,
rischiara un corpo di donna,
avvolta in un pigiama, ma nuda,
nuda nei suoi pensieri,
attende, con pianto forzato,
il coraggio di annullare,
cancellare,bruciare,
l’ammasso di una pietà
per una nuova  primavera .
Stanotte ho visto
un uomo morire.
La luna illumina il suo volto
e mi accorgo che non è un uomo,
ma una macchina, un robot, un automa.
Stanotte non mi sono vestita di nero,
ma di bianco, solo di bianco,
per andare  incontro
alla nuova primavera,
ritrovando me stessa,
 il mondo, e il vento non spazzerà più,
istante dopo istante,la mia anima
e questo 21 settembre
non sarà che un giorno come gli altri.
(Angela)

giovedì 2 maggio 2013

NASCITA

Da un mondo azzurro
di impalpabili silenzi
un raggio di luce
attraversò la nebbia.
Improvvisa
la vita squarciò i silenzi,
proruppe come cascata,
discese trionfante nell'anima,
aprì occhi di rugiada:
dirompeva un pianto
vittorioso...mentre
l'usignolo cantava
giulivo nel sole.
(Angela)

mercoledì 24 aprile 2013

Quando invece due persone si riconoscono reciprocamente






Quando invece due persone si riconoscono reciprocamente, non c’è vulcano che erompa con maggiore passione. L’energia liberata è enorme. Il riconoscimento può essere immediato. Si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa pers...ona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole. Di conoscerla così profondamente come di solito accade solo con i più intimi membri della famiglia. O anche di più. E di sapere già cosa dire, e come l’altro reagirà. Nasce quindi un senso di sicurezza, e una fiducia ben più grande di quella che si potrebbe pensare di raggiungere in un solo giorno, in una settimana, in un mese. Il riconoscimento dell’anima può essere un processo sottile e lento. All’inizio, magari solo un albore di consapevolezza nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato. Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione. C’è una progressione da rispettare, e può darsi che si renda necessaria, da parte di chi lo comprende per primo, una certa pazienza. A farti capire che ti trovi di fronte a un tuo compagno d’anima può essere uno sguardo, un sogno, un ricordo, un sentimento. E tale risveglio può avvenire anche attraverso un tocco delle mani di lui, o il bacio delle labbra di lei, e la tua anima balza di nuovo alla vita. Il tocco che desta può essere quello del tuo bambino, di un tuo genitore, di un fratello, o quello di un amico vero. Oppure può essere quello del tuo diletto, che arriva a te attraverso i secoli, per baciarti ancora una volta, e per ricordarti che siete sempre insieme, fino alla fine dei tempi. Brian Weiss

mercoledì 27 marzo 2013

PERCHE' TI AMO (Hermann Hesse)

Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua son venuto a rubare.

Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

Hermann Hesse