sabato 3 ottobre 2026

 


Haiku

Echi profondi

In silenzio l’anima

la sera ascolta

(Angela Baldi)

martedì 22 settembre 2026

ANDIAMO

 

Andiamo

Tornato è l'autunno…

rincorre foglie raminghe

che il vento di ponente conduce,

foglie assopite

che alberi silenti abbandonano.

Intanto piove e i pensieri

si fanno cadenti, come ricordi

abbandonati dalla vita.

Le tue ali di silenzio

mi portano verso nuove mete.

Andiamo...

Mi scorri dentro

con la profondità dei tuoi occhi,

occhi grandi

da specchiarmi in te,

dove raccolgo brandelli di lacrime,

smarrite sul volto del tempo.

Nel silenzio della notte,

gli alberi graffiano il buio

aprono la lama opale

del mattino,

l'orizzonte

entra nello spazio infinito

e spicca il volo.

Andiamo…

(Angela Baldi)



domenica 20 settembre 2026

 

«Ho letto che i giapponesi mettono al primo posto non la passione, non il romanticismo, non i fiori nelle feste. Ma il rispetto dello spazio personale.

Lì non è consuetudine “entrare” uno nella vita dell’altro, interrogare, pretendere una fusione totale.

Da noi si dice: “Se ami – devi essere sempre accanto”.

Da loro: “Se ami – lascia respirare la persona”.

In Giappone esiste il concetto di "oyakate bukaeru" – è il silenzio accanto. Quando puoi sederti con una persona per un’ora senza parlare. Non perché siete offesi e vi ignorate. Ma perché state bene così.

Nella nostra cultura (almeno in passato) il silenzio era segno di un problema. Nella loro filosofia – segno di profondità.

E sì, concordo: la stabilità non è nelle parole, ma nel fatto che non hai bisogno di essere sempre interessante per non essere lasciato.

Nelle coppie giapponesi non c’è la smania di “stare sempre insieme”. È molto più normale che da noi dormire in stanze separate. Vacanze separate – non sono tradimento. Interessi diversi – non sono la fine.

Lì l’essenziale è non impedire all’altro di essere se stesso.

Da noi, molto probabilmente, questo verrebbe chiamato allontanamento.

Da loro, la felicità non è una funzione dell’altro, ma il risultato della pace interiore che porti nella coppia.

Secondo le statistiche, hanno meno divorzi. Meno scenate. Meno esaurimento.

Forse perché le relazioni si costruiscono non sul consumo, ma sul rispetto.

Sulla cura senza clamore…».

Autrice: Tatiana Matveeva


venerdì 18 settembre 2026

 

Arrabbiati, ti amo arrabbiato e ribelle,

rivoluzione cocente, esplosione.

Ho odiato il fuoco che dorme in te,

sii di brace diventa una vena appassionata,

che grida e s’infuria.

Arrabbiati, il tuo spirito non vuole morire non essere

silenzio innanzi al quale scateno la mia tempesta

.La cenere degli altri mi è sufficiente, tu, invece, sii di brace.

Diventa fuoco ispiratore delle mie poesie.

Arrabbiati, abbandona la dolcezza, non amo ciò che è dolce

il fuoco è il mio patto,

non l’inerzia o la tregua con il tempo

non riesco più ad accettare la

serietà e i suoi toni gravi e tranquilli.

Ribellati al silenzio umiliante

non amo la dolcezza ti amo pulsante e vivo come un bambino

come una tempesta, come il destino assetato di gloria suprema, nessun

profumo può alterare le tue visioni, nessuna rosa…La pazienza?

È la virtù dei morti.

Nel gelo dei cimiteri, sotto l’egida dei versi

si sono addormentati e abbiamo dato calore alla vita

un calore esaltato,

passione degli occhi e delle gote.

Non ti amo oratore, ma poeta il

cui inno esprime ansia tu canti, sebbene alterato, anche se la tua gola

sanguina e se la tua vena brucia.

Ti amo boato dell’uragano nel vasto

orizzonte bocca tentata dalla fiamma, disprezzando la grandine

dove giacciono desiderio e nostalgia.

Odio le persone immobili aggrotta le

sopracciglia, mi annoi quando ridi

le colline sono fredde o calde,

la primavera non è eterna

il genio, mio caro amico, è cupo e i ridenti sono

escrescenze della vita

amo in te la sete eruttiva del vulcano

l’aspirazione della notte profonda a incontrare il giorno

il desiderio della sorgente generosa di stringere le otri

ti voglio fiume di fuoco,

la cui onda non conosce fondo.

Arrabbiati contro la morte maledetta non sopporto più i morti.

Nazik al-Mala’ika (Iraq – 1923-2007)

giovedì 25 giugno 2026

NEL SOGNO

 

Nell’aria quieta,

nella splendida luce

di giugno,

mi abbandono ai sogni.

Come folgore

squarcio questo spazio

enorme su di me.

Le ali libro,

mi inerpico in cima,

ove nidificano le aquile,

volo planando nelle correnti.

Inseguo antichi

aquiloni colorati,

attimi felici,

dove custodisco

l’amore per la vita.

Magia dell'anima!

Sento il cuore

battere ovunque,

dalle tempie ai piedi,

sento il calore del respiro,

sento lo spazio

tra il silenzio e il tempo:

lo spazio nell’universo.

(Angela Baldi)



martedì 23 giugno 2026

SILENZIO

 

Si disperdono

le parole

in tanti pulviscoli

seguendo nuvole

di pensieri,

salgono

nell’aria

come aquiloni

ondeggiando

danzando

ruotando

parole tristi

parole allegre

parole dolci

parole aspre

parole grigie

parole colorate

su su in alto

sempre più su

nell’infinito.

Esplode

all’improvviso

il silenzio

ascolto la sua eco

mi conduce

nelle grandi vallate

della memoria.

Scendono

i miei passi

timorosi leggeri

nella profondità

della mia anima

mostra

il mio volto

il dolore

il mistero

e il fascino

della mia storia.

Nei miei occhi

riconosco

i segni lasciati

dagli amori finiti

impronte

indelebili

abbandonate

su rive deserte.

Solitaria

la mia ombra

ne ascolta

le voci

e i racconti.

(Angela Baldi)