Haiku
Echi profondi
In silenzio l’anima
la sera ascolta
(Angela Baldi)
Andiamo
Tornato è l'autunno…
rincorre foglie raminghe
che il vento di ponente conduce,
foglie assopite
che alberi silenti abbandonano.
Intanto piove e i pensieri
si fanno cadenti, come ricordi
abbandonati dalla vita.
Le tue ali di silenzio
mi portano verso nuove mete.
Andiamo...
Mi scorri dentro
con la profondità dei tuoi occhi,
occhi grandi
da specchiarmi in te,
dove raccolgo brandelli di lacrime,
smarrite sul volto del tempo.
Nel silenzio della notte,
gli alberi graffiano il buio
aprono la lama opale
del mattino,
l'orizzonte
entra nello spazio infinito
e spicca il volo.
Andiamo…
(Angela Baldi)
«Ho letto che i giapponesi mettono al primo posto non la
passione, non il romanticismo, non i fiori nelle feste. Ma il rispetto dello
spazio personale.
Lì non è consuetudine “entrare” uno nella vita
dell’altro, interrogare, pretendere una fusione totale.
Da noi si dice: “Se ami – devi essere sempre accanto”.
Da loro: “Se ami – lascia respirare la persona”.
In Giappone esiste il concetto di "oyakate
bukaeru" – è il silenzio accanto. Quando puoi sederti con una persona per
un’ora senza parlare. Non perché siete offesi e vi ignorate. Ma perché state
bene così.
Nella nostra cultura (almeno in passato) il silenzio era
segno di un problema. Nella loro filosofia – segno di profondità.
E sì, concordo: la stabilità non è nelle parole, ma nel
fatto che non hai bisogno di essere sempre interessante per non essere
lasciato.
Nelle coppie giapponesi non c’è la smania di “stare
sempre insieme”. È molto più normale che da noi dormire in stanze separate.
Vacanze separate – non sono tradimento. Interessi diversi – non sono la fine.
Lì l’essenziale è non impedire all’altro di essere se
stesso.
Da noi, molto probabilmente, questo verrebbe chiamato
allontanamento.
Da loro, la felicità non è una funzione dell’altro, ma il
risultato della pace interiore che porti nella coppia.
Secondo le statistiche, hanno meno divorzi. Meno scenate.
Meno esaurimento.
Forse perché le relazioni si costruiscono non sul
consumo, ma sul rispetto.
Sulla cura senza clamore…».
Autrice: Tatiana Matveeva
Arrabbiati, ti amo arrabbiato e ribelle,
rivoluzione cocente, esplosione.
Ho odiato il fuoco che dorme in te,
sii di brace diventa una vena
appassionata,
che grida e s’infuria.
Arrabbiati, il tuo spirito non vuole
morire non essere
silenzio innanzi al quale scateno la mia
tempesta
.La cenere degli altri mi è sufficiente,
tu, invece, sii di brace.
Diventa fuoco ispiratore delle mie poesie.
Arrabbiati, abbandona la dolcezza, non amo
ciò che è dolce
il fuoco è il mio patto,
non l’inerzia o la tregua con il tempo
non riesco più ad accettare la
serietà e i suoi toni gravi e tranquilli.
Ribellati al silenzio umiliante
non amo la dolcezza ti amo pulsante e vivo
come un bambino
come una tempesta, come il destino
assetato di gloria suprema, nessun
profumo può alterare le tue visioni,
nessuna rosa…La pazienza?
È la virtù dei morti.
Nel gelo dei cimiteri, sotto l’egida dei
versi
si sono addormentati e abbiamo dato calore
alla vita
un calore esaltato,
passione degli occhi e delle gote.
Non ti amo oratore, ma poeta il
cui inno esprime ansia tu canti, sebbene
alterato, anche se la tua gola
sanguina e se la tua vena brucia.
Ti amo boato dell’uragano nel vasto
orizzonte bocca tentata dalla fiamma,
disprezzando la grandine
dove giacciono desiderio e nostalgia.
Odio le persone immobili aggrotta le
sopracciglia, mi annoi quando ridi
le colline sono fredde o calde,
la primavera non è eterna
il genio, mio caro amico, è cupo e i
ridenti sono
escrescenze della vita
amo in te la sete eruttiva del vulcano
l’aspirazione della notte profonda a
incontrare il giorno
il desiderio della sorgente generosa di
stringere le otri
ti voglio fiume di fuoco,
la cui onda non conosce fondo.
Arrabbiati contro la morte maledetta non
sopporto più i morti.
Nazik al-Mala’ika (Iraq – 1923-2007)
Nell’aria quieta,
nella splendida luce
di giugno,
mi abbandono ai sogni.
Come folgore
squarcio questo spazio
enorme su di me.
Le ali libro,
mi inerpico in cima,
ove nidificano le aquile,
volo planando nelle correnti.
Inseguo antichi
aquiloni colorati,
attimi felici,
dove custodisco
l’amore per la vita.
Magia dell'anima!
Sento il cuore
battere ovunque,
dalle tempie ai piedi,
sento il calore del respiro,
sento lo spazio
tra il silenzio e il tempo:
lo spazio nell’universo.
(Angela Baldi)
Si disperdono
le parole
in tanti pulviscoli
seguendo nuvole
di pensieri,
salgono
nell’aria
come aquiloni
ondeggiando
danzando
ruotando
parole tristi
parole allegre
parole dolci
parole aspre
parole grigie
parole colorate
su su in alto
sempre più su
nell’infinito.
Esplode
all’improvviso
il silenzio
ascolto la sua eco
mi conduce
nelle grandi vallate
della memoria.
Scendono
i miei passi
timorosi leggeri
nella profondità
della mia anima
mostra
il mio volto
il dolore
il mistero
e il fascino
della mia storia.
Nei miei occhi
riconosco
i segni lasciati
dagli amori finiti
impronte
indelebili
abbandonate
su rive deserte.
Solitaria
la mia ombra
ne ascolta
le voci
e i racconti.
(Angela Baldi)