venerdì 14 settembre 2012

L'ECONOMIA GLOBALIZZATA

Una volta tanto in Anno Zero di Santoro (10.3.2011) il tema centrale non fu Berlusconi ; si sentiva il bisogno di parlare d'altro. Interlocutori di pregio (Tremonti, ecc) e tematica esistenziale (l'economia mondiale, la finanza, etc). Interventi equilibrati e nessun vero scontro di opinioni.
Ma molte cose non furono dette; perché ? Poco tempo ? No, non solo questo.
Ci sono verità talmente scomode che nessuno vuole non solo pronunciarle ma neppure pensarle, da destra a sinistra.

Per capire un mondo complesso, bisogna partire dal mondo quando era più semplice, perché gli strumenti sono mutati, ma i bisogni umani di base ed i meccanismi dei rapporti economici tra gli uomini sono immutati da millenni.
- I bisogni fondamentali : mangiare, bere, dormire, ripararsi dalle intemperie (capanna o
casa), ripararsi dal freddo (vestiti), fare sesso, riprodursi.
- I bisogni accessori : qualsiasi altra cosa, gioco, sport, arte, oggetti vari, ecc.
L'uomo primitivo uccide animali per procurarsi cibo e vestiario, poi coltiva anche la terra (cibo) e costruisce capanne ed abitazioni con i materiali che trova. Gli strumenti : le sue mani ed il suo cervello. La produttività : bassissima, perché produci solo quello che le tue mani ti consentono in una giornata di lavoro. Come faccio a migliorare la mia vita ? Costringo altri a lavorare per me (io sono più forte, uso la violenza per convincerli) oppure uso la mia forza per rubare quello che mi serve a chi ne dispone (cibo, oggetti, femmine, ecc): la guerra.

Continua così per secoli : si creano le classi dominanti, che hanno potere e ricchezza, grazie allo sfruttamento delle risorse di lavoro di altri (la plebe). Ma i ricchi sono pochi, la plebe è numerosa. Cambia tutto con le prime macchine (la macchina a vapore) perché diventa possibile moltiplicare il lavoro di un uomo : dove servivano 10 uomini ne basta 1.
La macchina crea ricchezza, perché moltiplica le risorse individuali. Questa ricchezza però si concentra nelle mani dei già ricchi, che disponevano dei mezzi economici per poter costruire le macchine. Tuttavia col tempo abbiamo anche una ricaduta di ricchezza sulla plebe, perché nasce il meccanismo dei consumi : chi possiede le macchine può diventare più ricco producendo più cose che qualcuno può essere interessato a comperare (prima i ricchi, poi anche altri) e serve anche più mano d'opera. Aumenta la produzione, aumentano i lavoratori industriali, una parte della ricchezza si distribuisce, aumentano i consumi. Il fenomeno si amplifica in progressione più che lineare (esponenziale) nel 20° secolo. Le imprese sono dapprima padronali (una persona o una famiglia detiene la proprietà dell'impresa) poi ad azionariato più o meno diffuso. La finanza (inizialmente confinata al ruolo di deposito di denaro o prestito, magari ad usura) si diversifica e si espande assumendo caratteristiche di complessità tali da sfuggire, nella loro interezza, anche agli addetti ai lavori.

Oggi esistono imprese in cui è quasi impossibile determinare il complesso intreccio delle quote di proprietà. La gestione dell'impresa è affidata a managers, che obbediscono a regole non etiche, e sono ingranaggi di un sistema che non ha più caratteristiche umane perché obbedisce alle regole di una astrazione (il mercato) che sono ferree. Se il manager non sta alle regole, il meccanismo lo espelle ed un altro subentra. Il manager non può essere umano: è parte di un meccanismo che era umano solo in origine.

La finanza è fine a se stessa : non ha finalità o limitazioni etiche; il suo fine è il profitto.
La produzione e la finanza si sono globalizzate: significa che la proprietà azionaria può essere ovunque, svincolata dagli interessi locali, guidata soltanto dal criterio del profitto.
Anche i singoli stati controllano sempre meno il potere della finanza e della produzione distribuite su scala trans-nazionale.

Si produce dove conviene, si delocalizza, si sfruttano le risorse disponibili laddove esistono (mano d'opera a basso costo, competenze, leggi locali favorevoli, fiscalità bassa, materie prime a minor costo, logistica, ecc.).
Le esigenze del profitto portano alle concentrazioni produttive, alle economie di scala, alla distruzione dei piccoli produttori (quando possibile) a favore delle grandi imprese.
La ricchezza si concentra nelle mani dei più ricchi e viene sottratta da quelle dei più deboli.

Questo sistema è andato in crisi perché il suo potenziale di crescita dipende dal rapporto tra il potenziale produttivo delle risorse agricole ed industriali ed i costi necessari a sostenere tale potenziale (costo di materie prime e lavoro) in funzione della capacità di assorbimento del mercato, costituito in gran parte dalle masse lavoratrici.
Il sistema sta in piedi sino a quando la maggior parte dei consumatori appartengono ad un ceto medio in grado di consumare e spendere denaro. Se il ceto medio non assorbe abbastanza consumi, il sistema va in crisi perché la plebe non è in grado di rimpiazzare questa perdita di consumi.
Se la produzione cala, c'è meno lavoro, il ceto medio diminuisce ed aumenta la plebe.
Questo fenomeno è sotto gli occhi di tutti ed è in pieno svolgimento.

Ma chi è questo ceto medio ? Si tratta di una classe sociale diversificata i cui componenti spesso non sono direttamente collegati alla produzione (non sono agricoltori oppure operai o tecnici) ma appartengono ad un terziario di servizi diversi : impiegati dell'amministrazione pubblica, avvocati, personale sanitario, artisti, politici, ecc, ecc.
Il terziario non influisce direttamente sul costo di produzione di un bene agricolo o industriale : la sua influenza è indiretta, attraverso i costi (fiscali e non) che gravano su ogni bene materiale che venga prodotto. Se il peso numerico ed economico di questa classe cresce, crescono anche i costi di produzione ed arriva un momento in cui la plebe produttiva non è più in grado di consumare a sufficienza anzi, scende sotto il livello minimo di sussistenza.
Allo stesso tempo il ceto medio (le cui risorse economiche non sono illimitate) vede ridursi il suo potenziale di acquisto a causa dell'aumento dei costi a cui lui stesso ha inconsapevolmente contribuito ed inoltre vede calare anche le sue necessità di spesa, perché dispone già di quasi tutto ciò che gli serve (casa, auto, elettrodomestici, ecc).
Quindi anche il ceto medio consuma meno, la produzione cala, scende l'impiego di mano d'opera produttiva (diretta) ma anche indiretta (meno servizi).

Per sostenere i consumi le imprese delocalizzano, per abbattere i costi, ma riducono ulteriormente la base di acquisto locale delle loro merci. Il sistema si avvita su se stesso.
La finanza viene in aiuto al ceto medio proponendo il debito : acquista oggi con i soldi che avrai domani. Viene così a crearsi la bolla di una ricchezza virtuale, che temporaneamente riesce a tenere in piedi il meccanismo economico (costruisco una casa, pagata a debito, e do lavoro alle maestranze, compro materie prime, ecc) ma poi, inevitabilmente crolla, perché è come costruire una casa pesante su una crosta sottile di terra: basta un niente perché tutto crolli. Quando parliamo di debiti, non ci sono soltanto quelli individuali, ma sopratutto quelli degli Stati (debito pubblico).

Questa analisi porta a concludere che, in assenza di cambiamenti strutturali, il sistema è destinato a collassare, senza alternative, ed anche in fretta.
Aggiungiamo a questa analisi il fatto incontestabile che il consumo di materie prime sta crescendo esponenzialmente grazie allo sviluppo a due cifre dei paesi emergenti che hanno una popolazione enorme in rapporto a quella dei paesi occidentali, ricchi ancora per poco.
Le risorse non sono inesauribili, anzi, si stanno già esaurendo. Quando le risorse scenderanno al di sotto di una certa soglia, il sistema crollerà fragorosamente, perché le popolazioni non sono in grado di rinunciare ad una serie di accessori vitali da cui sono irrimediabilmente condizionate (energia elettrica, automezzi, riscaldamento invernale, distribuzione del cibo, respirabilità dell'aria, ecc).

La crisi, prima finanziaria e poi economica, del 2008 ci è piombata addosso inattesa per i più ed ha avuto uno sviluppo negativo rapidissimo (un buco enorme) con una successiva ripresa lentissima.
Il prossimo crollo avrà caratteristiche analoghe : sarà inatteso, rapido, verticale, come un terremoto che nessuno si aspettava. Eppure è tutto ben prevedibile : la sola cosa che non sappiamo è in quanto tempo accadrà a partire da oggi, se non si operano cambiamenti strutturali. Quali cambiamenti ?

Semplice e difficile allo stesso tempo : occorre fare marcia indietro e ritornare verso il punto di partenza, in cui ciascuno consumava soltanto quello che sapeva produrre con le sue mani.
Evidentemente non si tratta di ritornare verso l'età della pietra, ma di ridimensionare drasticamente i meccanismi della globalizzazione selvaggia, che esasperano i conflitti tra chi dispone dei mezzi per crescere e chi è costretto ridurre drammaticamente la propria condizione esistenziale. La politica deve tornare ad essere il governo della Polis a favore della Polis : sono italiano, vivo in Italia, debbo lavorare per vivere, debbo consumare prevalentemente quello che produco qui, senza scivolare nell'autarchia, ma favorendo senza mezzi termini (con provvedimenti fiscali ed altro) la produzione nazionale ed il lavoro dei connazionali ; se poi una impresa, per vendere in Cina deve produrre in Cina, sta bene, lo faccia, ma ciò che produce in Cina non torna in Italia senza pagare pegno. Questo vorrà dire che una maglietta prodotta in Italia costerà 100 € invece di 20 e quindi compererò meno magliette, ma la qualità della mia vita non dipende dal numero di magliette che compro !

Non basta : se per produrre tutti i beni in Italia occorrono 100 addetti e poi ci sono 1000 addetti al terziario, quei beni costeranno sempre e comunque troppo per il reddito di tutti.
La base produttiva diretta deve aumentare ed il terziario deve diminuire.
La maglietta prodotta in Italia sarà invendibile in Cina (ma chi se ne frega !). Se l'impresa vuole vendere all'estero può produrre dove le pare, ma non per il mercato interno.
Tutto questo è facile a parole, difficilissimo o quasi impossibile in pratica, anche perché in Europa non ci sono confini e le merci circolano liberamente, per non parlare dei capitali.
L'orizzonte però è necessariamente quello : muoversi in una direzione diversa porta al baratro e comunque anche una tale inversione di marcia funzionerebbe solo in parte, ammesso che si potesse attuare su scala nazionale, perché se il resto del mondo prosegue verso il baratro si porta dietro anche noi, senza scampo. Se le materie prime finiscono, anche una nostra ipotetica «autarchia» resta a bocca asciutta.
Il dramma è che ciascuno, individualmente ed a livello di nazioni, pensa solo al suo interesse a breve termine ; chi può convincere mai la Cina a rallentare il suo sviluppo ? Chi è al timone della barca pensa all'oggi ; il domani sarà un problema per altri.

Ing. Franco Puglia - 11 Marzo 2011

( da leggere con molta attenzione, contiene verità verificabili nella realtà quotidiana-tratto dal gruppo FB Rinnovamento nazionale)

lunedì 10 settembre 2012

Il viaggio

 Fin da quando ero piccola la parola viaggio ha sempre avuto un potere magico su di me: mi bastava chudere gli occhi e il mio pensiero viaggiava per l'universo senza sosta, per mondi sconosciuti, per nuove strade che l'immensità dello spazio mi consentiva di tracciare.
Già... l'infinito senza frontiere e senza confini che poteva svelarmi quanto di più bello la mia fantasia avrebbe potuto creare. L'infinito che creava una dimensione di libertà autentica, di scoperte, che mi dava l'impulso a ricercare sempre e senza sosta...e a sognare, soprattutto a sognare e ad evocare i miei compagni di gioco con i quali ragionavo sulle cose della vita.
Come sono cresciuta...! Accidenti ne è passato di tempo da allora!
Però ci sono immagini che restano indelebili nella nostra memoria e l'immagine di me che sogno ad occhi aperti è una di quelle, ma anche la parola viaggio ogni volta mi emoziona, mi rimanda indietro, traccia anche nuove strade verso il futuro e il presente è il ponte di congiunzione attraverso il quale proietto le mie tensioni più interne e mi preparo.
Mi preparo sempre con molta meticolosità ogni volta che intraprendo una nuova strada, guardo nella mia valigia se ho tutto l'occorrente, strumenti necessari per affrontare con calma eventuali imprevisti, ma so dire anche a me stessa: il viaggio è anche avventura e lasciati andare a grandi pensieri (Angela Baldi)

giovedì 30 agosto 2012

Emily Dickinson

L'anima si sceglie il proprio compagno-
Poi- chiude la porta-
così che la maggioranza divina
non possa più turbarla-

Impassibile- vede i cocchi- che si fermano
laggiù al cancello-
Impassibile-vede un Re inginocchiarsi
alla sua soglia-

Io so che- tra tantissimi-
l'anima ne scelse uno-
Per poi sigillare-come fossero pietra-
le valve della sua attenzione.

Notizie bibliografiche e breve recensione
Nata a Amrhest (Massachusetts) nel 1830 e qui morta nel 1886, Emily Dickinson è considerata tra i più grandi  lirici moderni. La sua opera, con l'eccezione di 7 poesie pubblicate in vita, apparve in varie edizioni postume incomplete; nel 1955 uscì la sua prima edizione critica.
Scabra, dura, ironica, spoglia di rime e facili assonanze che ne avrebbero ammorbidito il passo spasmodico, la poesia della Dickinson trascrive l'esperienza di una donna che seppe abbracciare la condizione della solitudine e farne un provocatorio strumento di conoscenza e avvicinamento all' uomo, una donna che visse nell' ostinata interrogazione del silenzio e a quel silenzio riuscì a dare un corpo: la parola poetica 

sabato 25 agosto 2012

IL CANCRO: il grande affare delle multinazionali



Ieri, come spesso accade quando vedo un link che riscuote il mio interesse, ho condiviso questo articolo, interessante non solo per il contenuto ma anche per le prospettive che lasciava intravedere per il futuro nella lotta contro il cancro. Ho accompagnato la condivisione con un mio commento: “Ne sono felice” perché ricordavo la lunga storia  del prof. Di Bella  che aveva riscosso già allora la mia attenzione e partecipazione.
L’articolo in questione che riporto integralmente, è  tratto dal sito  http://www.you-ng.it/index. 
Veronesi si arrende a Di Bella: somatostatina efficace contro il cancro
 -A 100 anni dalla nascita del "poeta della scienza" ecco che arriva una conferma da parte della medicina ufficiale. Il Professor Luigi di Bella originario di Linguaglossa in provincia di Catania era stato massacrato proprio prima di morire, gli avevano dato del ciarlatano al punto che il Professor di Bella se ne andò consapevole che il suo metodo  sarebbe stato attaccato da ogni fronte. Adesso però la comunità scientifica si mette in riga. L'università di Firenze e  Umberto Veronesi con L'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) arrivano finalmente a dare dignità scientifica al metodo Di Bella. 
 La terapia Di Bella si guadagna uno studio realizzato da parte dell'Università di Firenze dal nome: “Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la morte delle cellule di cancro al seno”. E' uno dei pochi studi autorevoli in campo medico e che finalmente consegnano la Terapia Di Bella al campo della scienza ufficiale.
 Lo studio condotto dall'Università di Firenze è stato poi pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology ed ha ricevuto l'approvazione del IEO in seguito alla guarigione di cellule tumorali nel seno di una trentenne. Questa volta possiamo dirlo: il metodo Di Bella è efficace contro i tumori. Il tempo delle contestazioni è ormai lontano.
 Qualcuno mi potrà obiettare che non sono medico  e non ho la conoscenza idonea per giudicare, ma chi di noi non ha avuto un parente vicino o lontano che non sia morto di cancro e ha vissuto la lunga tragedia legata alla chemio?
Bene che cosa succede appena posto il link sulla mia bacheca??? Arriva un commento di questo tipo:- MariaGiovanna Luini Peccato che non sia vero. IEO e Umberto Vernesi NON hanno minimamente validato questo approccio.
-MariaGiovanna Luini L'articolo che inventa questa favola getta discredito sui giornalisti seri, che sono la maggioranza. Infatti nessun giornalista serio ha minimamente considerato questa non-notizia.
Come non notizia? Una sperimentazione seria effettuata presso l’Università di Firenze la considera una non notizia?
Come potete immaginare si accende una disputa e scopro che la sig.ra in questione ha un indirizzo e mail dell ‘IEO . Io, da parte mia, le  dico in modo chiaro che solo una smentita pubblica può dimostrare una non validazione e fino a quando non ci sarà, io per conto mio ritengo l’articolo attendibile, visto che in molte parti del mondo si stanno applicando metodi di cura che riscuotono successo e che la scienza ufficiale non smentisce mai e sapete perché? Secondo il mio modesto parere è perché non sa che  spiegazioni dare. 
Ecco alcune  argomentazioni: 
  11 agosto 2012  è apparso sulla rivista Nature un articolo "la chemioterapia puo' rafforzare i tumori" Comprendo lo smarrimento dei pennivendoli italioti che giocano la carta dell'"effetto sorpresa". Come sarà mai sfuggita loro questa "scoperta"? Ora, come si giustificheranno per gli anni di silenzi riguardo alla maniera in cui vengono taroccate le statistiche al fine di provare come la chemioterapia sia efficace? Decideranno finalmente di divulgare anche le prove della tossicità dei principi chemioterapici conosciuti da decenni? O continueranno come sempre a nascondere il fatto che l'80% degli oncologi non si sottoporrebbe mai  a chemioterapia in caso di diagnosi infausta? Scriveranno ancora con entusiasmo, incensando i fasulli passi da gigante compiuti dalla ricerca nell'ambito della chemioterapia? Divulgheranno senza tabù la verità sul Metodo Di Bella o sul bicarbonato come testato dal Dott. Tullio Simoncini solo per citare le alternative più note? Gli scribacchini hanno messo proprio tanto impegno per sbarrare la strada a qualsiasi altro tentativo di ricerca che escludesse la chemioterapia. Eppure, dopo anni di ingiurie, calunnie contro Simoncini e Di Bella, finalmente vengono avviate  ulteriori sperimentazioni sul bicarbonato come cura contro il tumore e la validità del Medodo Di Bella viene riconosciuta sempre più spesso, solo per citare alcuni esempi di strade alternative percorse. La comunità scientifica si comporta come gli artefici dell'inquisizione, mira alla protezione del  lucro e ormai da tempo si è ridotta a mero comitato d'affari incurante delle vite perse. Basti pensare alla molecola che disintegra i tumori, ma non è brevettabile. Perché non è più sufficente per la comunità scientifica l'obiettivo della cura della persona? Sembra volersi nascondere dietro una foglia di fico, quando tenta di  giustificare il proprio operato sostenendo che deve proteggere "l'umanità" contro i ciarlatani.” ecc ( Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini: Il cancro è un fungo. Fonte Rinaldo Lampis  )  

Padre afferma che le virtù terapeutiche della marijuana hanno curato il figlio di due anni dal cancro; ha somministrato l'olio di canapa come ultima risorsa (fonte New York Daily News)
 Dopo la storia dell'uomo salvato dai familiari (nonostante   l'opposizione dei medici) grazie a fleboclisi di vitamina C, ecco  un'altra storia: un padre salva il figlio somministrando olio di canapa al figlio in condizioni disperate dopo un intervento chirurgico e delle chemioterapie aggressive che secondo i medici dovevano sconfiggere il tumore cerebrale, ma che lo avevano ridotto in fin di vita.
“Dopo avergli trovato un tumore al cervello in stadio 4, i medici, dissero che Cash Hyde, 2  anni, sarebbe certamente morto; il tumor era intorno al suo nervo ottico, esattamente un anno fa rispetto a  ora. Infatti quasi morì. Dopo essere stato sottoposto a 7 diverse medicine chemioterapiche, il piccolo di Missoula, nel Montana, ha sofferto di shock settico, di infarto ed emorragia polmonare.
Cash stava cosi male da non mangiare per 40 giorni; i suoi organi minacciavano di dare forfait. Il padre, Mike Hyde, è intervenuto  mettendo di nascosto dell’olio di cannabis nel sondino di alimentazione del piccolo. Cash, che ora ha 3 anni, ha avuto una ripresa miracolosa al Primary Children’s Hospital in Salt Lake City, grazie all’azione coraggiosa del padre. I medici   definirono la ripresa del figlio come “un miracolo”
Non ci sono sorprese nel quadro clinico descritto. I medici, i funzionari medici e il governo federale americano si prendono in giro e prendono in giro gli altri con le loro attitudini  ottuse  negative verso l’uso medico della marijuana.  

http://blog.ilgiornale.it/locati/2012/05/30/voila-ecco-la-copia-della-somatostatina/ Articolo  da leggere con molta attenzione e dove il nome Di Bella ritorna vincente. 

Non voglio dilungarmi oltre , aggiungo solo questo: le persone che si trincerano dietro la verità con la V maiuscola, come unica e assoluta, dovrebbero cominciare a prendere lezioni di umiltà perché siamo di fronte ad un male per il quale sono stati investiti miliardi e miliardi di dollari e che nessuno è disposto a perdere anche a costo della morte di miliardi di persone. Per questo alzano la voce , per difendere un loro tornaconto…se permettete, alzo anch’io la voce contro queste mezze verità e  non ho nessun tornaconto da difendere.(Angela Baldi)

venerdì 24 agosto 2012

IL DIRITTO DI ESSERE UOMO


La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo trova fondamento nel valore cardine che l'essere umano è inteso in senso globale e universale, nessuno escluso.
Potrebbe sembrare un'inutile precisazione, ma l'indicazione della totalità non include poi realmente tutti gli esseri umani.
Come principio di uguaglianza trova fondamento in questa inclusione il concetto che l'umanità è intesa come l'insieme di tutti gli esseri umani, nessun escluso e solo in questo caso è possibile parlare di uguaglianza di diritti.
 Nell'ambito di quest'umanità globale è possibile attuare il diritto di uguaglianza e le libertà individuali.
Nella visione globale del diritto universale si ha la concezione dell'uomo come essere che agisce, è responsabile, volitivo, sensibile. Fintanto che anche una sola di tali caratteristiche è presente, l'uomo esiste.
Il diritto alla libertà si fonda sulla considerazione che l'uomo è un essere volitivo e responsabile in grado di agire, gestire le proprie azioni e di comprenderne le conseguenze.
Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali e inalienabili, può costruire le basi per un mondo di convivenza pacifica con un richiamo forte alla fratellanza. E' un richiamo a una condizione umana e affettiva, un richiamo al sentimento che più unisce i simili tra loro, è un legame di sangue e di origine, di condivisione e di reciprocità, di appartenenza e relazione.
E' il riconoscimento dell'uguale natura e della medesima provenienza degli uomini. 
 La fratellanza non è solo un concetto, é un principio statico perché impone un'azione, un avvicinamento, un agire verso e per. Immutabile è il valore universale insito nell'uomo: la sua dignità.
 Il significato di dignità umana è un concetto giuridico?
 La Dichiarazione universale contiene norme valevoli nei confronti di tutte le genti, principi etici cui si pretende che gli Stati si uniformino al fine di essere assunti nella comunità internazionale. I diritti inalienabili in essa contenuti sono tali in senso assoluto e perciò anche al di fuori di un ordinamento statale che li riconosca.
 I diritti inalienabili dell'uomo sono perciò la garanzia della tutela della dignità umana, l'esercizio della legalità non è sufficiente, il rispetto delle regole e delle procedure costruisce un equilibrio tra diritti, ma non realizza la pienezza della persona che si raggiunge solo attraverso la giustizia, che è un valore etico universale.
L'obbligo di protezione dei governanti nei confronti dei governati impone la tutela dei cittadini da ogni attacco alla vita, alla salute, alla dignità, principio di responsabilità di proteggere che è un'esplicazione del principio di solidarietà.
 La protezione e il diritto-dovere di proteggere i propri membri sono la funzione primaria della famiglia che si riflette nella famiglia universale di cui ciascun uomo fa parte.(Angela Baldi)
 

Lettera aperta al Papa Benedetto XVI

Egregio Santo Padre ,sono un lettore attento di ogni suo scritto e le riconosco una conoscenza dottrinale ammirevole,che non è frutto di testa ma anche di cuore,non si può arrivare al dono delle lingue soltanto con la testa,ma occorre avere anche cuore.Ho letto con molta attenzione la lettera che ha inviato al meeting di comunione e liberazione,e l’ho trovata molto bella come lettera,di una profondità e di una spiritualità unica,il tema era interessante”L’uomo ha sete di infinito ma cerca in direzioni sbagliate” e le sue riflessioni,come sempre,immettono nell’aria energia positiva. Per un attimo ,preso dalle sue belle parole,ho dimenticato il contesto a cui erano rivolte” Parlare dell’uomo e del suo anelito all’infinito significa innanzitutto riconoscere il suo rapporto costitutivo con il Creatore. L’uomo è una creatura di Dio. Oggi questa parola – creatura – sembra quasi passata di moda: si preferisce pensare all’uomo come ad un essere compiuto in se stesso e artefice assoluto del proprio destino. La considerazione dell’uomo come creatura appare «scomoda» poiché implica un riferimento essenziale a qualcosa d’altro o meglio, a Qualcun altro – non gestibile dall’uomo – che entra a definire in modo essenziale la sua identità; un’identità relazionale, il cui primo dato è la dipendenza originaria e ontologica da Colui che ci ha voluti e ci ha creati. Eppure questa dipendenza, da cui l’uomo moderno e contemporaneo tenta di affrancarsi, non solo non nasconde o diminuisce, ma rivela in modo luminoso la grandezza e la dignità suprema dell’uomo, chiamato alla vita per entrare in rapporto con la Vita stessa, con Dio.”

Belle parole Santo Padre ,le sue parole sono cibo per l’anima” Riconoscere di essere fatti per l’infinito significa percorrere un cammino di purificazione da quelli che abbiamo chiamato «falsi infiniti», un cammino di conversione del cuore e della mente. Occorre sradicare tutte le false promesse di infinito che seducono l’uomo e lo rendono schiavo. Per ritrovare veramente se stesso e la propria identità, per vivere all’altezza del proprio essere, l’uomo deve tornare a riconoscersi creatura, dipendente da Dio”.
Ma a un certo punto quando lei ha cominciato a parlare di Don Giussani ho avuto il risveglio e mi sono chiesto ma di cosa sta parlando? e a chi sta parlando?” Scopriamo così la dimensione più vera dell’esistenza umana, quella a cui il Servo di Dio Luigi Giussani continuamente richiamava: la vita come vocazione. Ogni cosa, ogni rapporto, ogni gioia, come anche ogni difficoltà, trova la sua ragione ultima nell’essere occasione di rapporto con l’Infinito, voce di Dio che continuamente ci chiama e ci invita ad alzare lo sguardo, a scoprire nell’adesione a Lui la realizzazione piena della nostra umanità”
E qua è scattato il risveglio interiore.
Caro Santo Padre non crede che oggi bisogna fare delle scelte a favore della vita e che riconoscere gruppi che fanno della scalata al potere e dell’asservimento ai potenti un qualcosa di losco e di offensivo nei confronti della vita?
Cosa centra comunione e liberazione con le sue parole?E cosa centrano le celebrazioni fatte a rappresentanti di questo Governo Killer con le sue parole?
Un ministro che fa delle trivellazioni selvagge una via di sviluppo per il paese,(io sono rimasto ancora all’amore verso il creato e le creature)Un Presidente del consiglio e i suoi ministri che confondono la vita con lo spread e con il fiscal compact,delle persone(Comunione e liberazione) che pensano soltanto ad arruffianarsi i potenti e a occupare tutti gli spazi possibili e immaginabili. Di quale finito e di quale infinito parliamo Caro Santo Padre ? Bisognerebbe avere il coraggio di dire che la vita è una cosa seria che l’amore o il senso dell’altro o lo si ha o non lo si ha.
Questo mondo così com’è non va più e bisognerebbe fare una scelta o da parte della vita o da parte dei predatori. Caro Santo Padre da lei come autorità morale ,parte del mondo si aspetta molto,e si aspetta molto da lei anche la natura,l’ambiente. Stanno distruggendo tutto,iniziando dagli ideali,dai valori ma non è arroccandosi a delle posizioni,vedi aborto,omosessualità e altro che si difende la vita,occorre fare delle scelte,e la prima scelta da fare ,caro Santo Padre è quella di difendere creato e creature,e di operare tutti per creare un mondo migliore ,un mondo di tutti e non un mondo in mano a quello 0,000% che fa quello che vuole ,che dispone della vita delle persone in base ai propri sporchi interessi,che distrugge la vita in qualsiasi forma si presenti per il proprio sporco business. Chi si schiera a favore di questo mondo,non è certo un seguace di Cristo,e non è certo seguace di nessun Dio,e soltanto un predatore,che confonde la vita con il suo essere limitato.(Alfredo d'Ecclesia)


mercoledì 22 agosto 2012

L'uomo e il mare

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare é il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non é un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà nè rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!
(Charles Baudelaire 1857)