lunedì 28 marzo 2011

La fontana cristallina

Nella fontana cristallina
dei tuoi occhi,
germoglia
il piccolo cuore ,
come una cascata
.........di luce ,
il tuo sguardo
irradia e inebria ,
svuota e riempie ,
entri in me,
con le tue acque
dolci e trasparenti,
ci sei ma non ci sei
mi riveli
la tua presenza ,
e la tua essenza ,
in un'universalità
infinita .


E dalla tua corrente,
amorosamente,
molto amorosamente ,
mi faccio trascinare

Alfredo d'Ecclesia

lunedì 21 marzo 2011

....

Spunta l'alba, e un altro giorno
si prepara al calore e al silenzio.
Laggiù sul ma...re il vento dell'alba
increspa e scivola.Io sono qui
o là, o altrove.Nel mio principio.
 
T.S.Eliot

giovedì 17 marzo 2011

GABBIANO

Sono qui
con la libertà
colorata di azzurro
cielo...
e volo...
con il mio amore
caldo di luce...
e volo...
con il mio cuore
dipinto di arcobaleni..
e volo...
con il mio sogno
liberato
dalla crisalide
di una lunga notte
...e volo
.......ora
in un tempo
 che mi appartiene
...... qui
gabbiano nel vento.
a.i.b.

domenica 6 marzo 2011

FATTA DI SOGNO

E lentamente ,
cerco di uscire
dal labirinto ,
e i miei gemiti ,
contemplano
i tuoi gemiti ,
in un osservazione
smarrita
e disorientata.

Vivificami
fa tornare
la mia luce
ammanta di sentimento
la mia anima
la tua acqua
mi rigenerà
e le tue
onde radiose
penetrano in me,
delicatamente ,
dolcemente .

Ti sento
entri insieme
all'aria
soffiandomi dentro ,
e al tuo fianco
la mia poderosa corrente
si perde
nel tuo oceano.

Alfredo d' Ecclesia
(dalla raccolta Quasi amorose)

domenica 27 febbraio 2011

NEL FIUME


In un sogno, nel cuore della notte,

la trave si spezzava sotto i miei piedi

e io precipitavo nel fiume impetuoso.

......
La trave era la vita, l'acqua il pianto

del mio popolo, la corrente

era la distruzione. Perché mai tanta morte?

Poeta anonimo eritreo

giovedì 17 febbraio 2011

In tutti i piani


In tutti i suoi piani

padroneggia

le luci,

le piccole e le grandi luci,

non cambiando

l'eleganza proclamata

dell'anima innamorata.

Del resto,

senza distinzione,

confluisce

in un cielo colorato,

rappresentando

queste sottili

leggi d'amore.

Allorchè

la forma primaria,

afferma la sua essenza...

l'amore

sgorga verso l'alto.

(Alfredo d'Ecclesia)

lunedì 14 febbraio 2011

Andare lenti

Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo perchè l'andare a piedi è sfogliare un libro e invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza comquistare come una malinconia le membra, invidiare l'anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da sè e aspettare in silenzio, ogni tanto esser felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti è rispettare il tempo, abitare con poche cose di grande valore, con noia e nostalgia, con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti ad esplodere oppure puntati verso il cielo perchè stretti da mille interdetti.
Andare lenti è ruminare, imitare lo sguardo infinito dei buoi, l'attesa paziente dei cani, sapersi riempire la giornata con un tramonto, pane e olio.
Andare lenti vuol dire avere un grande armadio di sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori...
andare lenti è il flosofare di tutti,vivere ad un'altra velocità,più vicini agli inizi e alle fini, laddove si fa l'esperienza grande del mondo...
andare lenti significa poter scendere senza farsi male, non annegarsi nelle emozioni industriali, ma essere fedeli a tutti i sensi, assaggiare con il corpo la terra che attraversiamo...
andare lenti vuol dire ringraziare il mondo, farsene riempire...
(liberamente tratto da Pensiero meridiano di Franco Cassano)